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CdS: dare a una zona la destinazione agricola non pregiudica lo sviluppo industriale, ma lo orienta all’interesse della collettività

Sono legittime le varianti al Piano regolatore generale (PRG) approvate per coniugare lo sviluppo delle attività industriali con la tutela dell’ambiente.

È la conclusione cui è giunto il Consiglio di Stato con la sentenza  4154/2015.

Nel caso preso in esame, una società aveva presentato domanda al Comune per utilizzare delle aree limitrofe a quelle di sua proprietà come spazio di espansione per l’attività produttiva. Nel frattempo, però, era stata approvata una variante al PRG che aveva destinato l’area a zona agricola E1, senza tenere in considerazione la richiesta.

La società aveva quindi presentato ricorso lamentando che in questo modo si escludeva ogni sviluppo delle attività industriali, con un conseguente danno economico per la zona.

Il ricorso è stato respinto sia dal Tar sia dal Consiglio di Stato. In entrambi i gradi di giudizio, i giudici hanno fatto notare che la variante non preclude lo sviluppo industriale, ma lo orienta e pone dei limiti per garantire la tutela dell’ambiente.

Si tratta, ha spiegato il Consiglio di Stato, di un valore che supera la sfera individuale e l’interesse economico del singolo individuo, ma attengono all’interesse della collettività, che è prioritario. La validità della variante è stata quindi confermata e le ulteriori espansioni industriali non sono state consentite.

fonte: edilportale

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